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IL COMPARTO DELLA LAVORAZIONE DEL LEGNO: DALLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO ALLA SORVERGLIANZA SANITARIA. Ruolo e funzioni del medico compentente

Madonna di Campiglio (TN) presso l'Hotel Carlo Magno (via Cima Tosa 26)

Prima edizione: 20-21-22 gennaio 2018 | Seconda edizione: 24-25-26 marzo 2018

36 CREDITI ECM

winterGli operatori addetti alla lavorazione del legno, sia la prima, quella che dai tronchi arriva ai semilavorati, che la seconda, quella che partendo da semilavorati arriva alla realizzazione del prodotto finito, sono spesso esposti a diverse tipologie di rischio chimico e cancerogeno. Ed è necessario mettere in atto precise strategie di prevenzione per ridurre i pericoli e rendere gli addetti consapevoli della necessità di proteggersi.
Tuttavia con riferimento alle evidenze epidemiologiche relative all’incidenza dei tumori dei seni nasali e paranasali tra i lavoratori esposti a polveri di legno duro, la catalogazione data dal sistema produttivo al legno duro è relativa al suo grado di lavorabilità, la quale non coincide sempre con quella data dal sistema di salute e sicurezza sul lavoro. Infatti la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha prodotto un “elenco ove sono catalogate le essenze legnose ripartite in legni duri e in legni teneri. Il criterio che la IARC ha elaborato e utilizzato per redigere detto elenco, ha evidenziato come il carattere di ‘durezza’ del legno non sia dato dalle caratteristiche fisiche di resistenza, bensì dalle caratteristiche biologiche. In linea generale le specie arboree di ‘legno duro’ sono le latifoglie (Angiosperme), mentre le specie arboree di ‘legno tenero’ sono le conifere (Gymnosperme).
I prodotti che vengono usati nelle varie fasi della lavorazione del legno sono una miscela di prodotti chimici, colle, impregnanti, vernici e possono costituire un notevole danno per la salute se non vengono usati con le dovute precauzioni.
Le unità produttive addette alla lavorazione del legno, in funzione del loro ciclo produttivo presentano la necessità di approfondimenti riguardanti sia la valutazione del rischio chimico in relazione all’utilizzo di agenti chimici, che la valutazione del rischio cancerogeno in merito allo sviluppo di polveri di legno duro (capo I e II del Titolo IX “sostanze pericolose” del D. Lgs. 81/08
Il corso intende prendere in esame i rischi a cui è esposto il lavoratore addetto alle lavorazioni del legno, in particolare, partendo da un approccio squisitamente vicino all’igiene industriale andremo a valutare i rischi di esposizione a rumore e vibrazioni e i relativi DPI, ci si focalizzerà quindi sul rischio chimico e cancerogeno a partire dalle principali sostanze pericolose presenti nelle fasi di lavorazione. È bene chiarire che mentre il legno non è di per sé cancerogeno, la polvere di legno può essere cancerogena. Solo le lavorazioni che comportano l’esposizione a tali polveri sono a rischio di poter far insorgere un eventuale cancro. I meccanismi di cancero-genesi sono poco chiari, alcuni ipotizzano che i responsabili dell’azione cancerogena siano le sostanze originariamente presenti nelle polveri di legno che dovrebbero agire direttamente sui bersagli biologici, altri danno maggiore importanza alla coesposizione ipotizzando che le polve-ri di legno fungano da veicolo trasportatore di altre sostanze quali ad esempio la formaldeide usata nella produzione di truciolati e compensati. In funzione delle sostanze pericolose in relazione alle attività svolte, si proseguiranno i lavori presentando una raccolta di possibili misure di prevenzione., in relazione al rischio chimico e cancerogeno.

 

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